AMBASCIATORE PHILIPS: “LIKE” PER ROSSI E LA TOSCANA

AMBASCIATORE PHILIPS: “LIKE” PER ROSSI E LA TOSCANA

Firenze – La Toscana raccoglie parecchi “like” a livello internazionale, e non solo per il suo inarrivabile patrimonio storico e artistico. Le aziende del mondo guardano infatti alla nostra regione come ad una “location” particolarmente adatta per il loro sviluppo. La ricetta del successo è un mix di elementi virtuosi: fa la sua parte, certamente, anche il “buon vivere”, ma contano l’alta qualità del fattore umano, della ricerca, le relazioni sindacali complessivamente buone, e soprattutto l’atteggiamento “amichevole” della Regione Toscana, disposta a creare le migliori condizioni per il lavoro. E così dal 2010 ad oggi la Toscana ha attratto 1,7 miliardi di investimenti esteri, abbattendo la burocrazia e sostenendo la ricerca.

Di tutto questo è prestigioso testimonial l’ambasciatore americano John R. Phillips, un grande amico della Toscana, che ha inviato a Rossi una lettera in cui riconosce il lavoro svolto dal presidente uscente e ricandidato per migliorare la capacità della regione di attrarre capitali stranieri: “E’ stato inarrestabile nel suo sforzo. Il risultato – scrive il diplomatico – sono molte storie di successo, con benefici tangibili per lo sviluppo economico della regione”. Ma ecco il testo integrale della lettera (lo si trova anche su toscanacisiamo.it).

Durante il mio primo anno come ambasciatore degli Stati Uniti, ho avuto l’opportunità di incontrare il Presidente della Regione, Enrico Rossi, e di conoscere il suo impegno per rendere la Toscana più attrattiva per gli investimenti stranieri. Le sue riforme hanno agevolato gli investimenti stranieri in Toscana, rendendo così la regione più invitante per i potenziali investitori. È stato inarrestabile nel suo sforzo: lavora duramente ogni giorno per rendere la comunità Toscana più innovativa, aperta a capitali stranieri e business-friendly.

Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi riceve l'ambasciatore  Usa John R. Philps

Nella foto: Stretta di mano tra il Presidente della Toscana Enrico Rossi e l’ambasciatore Usa John R. Philps

Ho avuto modo di assistere in prima persona al suo impegno per rafforzare la collaborazione fra le imprese statunitensi e la Toscana. Il risultato sono molte storie di successo, con benefici tangibili per lo sviluppo economico della regione. I suoi sforzi sono la prova che il cambiamento può avvenire anche in Italia: è possibile tagliare la burocrazia ed eliminare i ritardi che ne conseguono, raggiungere gli obiettivi comuni e avere successo. Vorrei evidenziare che lo stabilimento Eli Lilly a Sesto Fiorentino è un esempio perfetto di ciò: solo sei anni fa il futuro di questo investimento era precario, ma adesso, grazie in parte alla cooperazione istituzionale e al supporto che la Eli Lilly ha ricevuto dalla Regione Toscana, non solo questo è il più grande complesso industriale italiano di biotecnologia, ma il 90% della produzione viene esportato. Potrei anche portare l’esempio della General Electric, conosciuta globalmente come azienda leader nell’innovazione. Qua in Toscana, la GE ha tratto profitto dagli investimenti e adesso può vantare tre realtà globalmente riconosciute. Nel 2013, la GE ha dichiarato quasi 20 miliardi di dollari di commesse, 20 volte di più di 20 anni fa, proprio perché qua in Toscana – cooperando attivamente con la Regione – l’azienda ha trovato le competenze lavorative adatte, gli istituti di ricerca adatti, i partner istituzionali adatti, così come piccole e medie imprese che possono supportarne gli sforzi. Questa esperienza positiva dovrebbe servire come modello per future partnership in tutta Italia.

Tutti questi successi non sono frutto della fortuna, ma piuttosto di un impegno concreto per coadiuvare il potenziale economico e i talenti innovativi del regione. Il Presidente Rossi ha dimostrato come si fa e come questo obiettivo può essere raggiunto. Sono impaziente di continuare la collaborazione col Presidente Rossi. Sono certo che le riforme che ha realizzato favoriranno la Toscana per molti anni a venire. Il Presidente Rossi e io condividiamo la convinzione che oggi, non domani, è il momento giusto per iniziare”.

VISITA AL CENTRO DI RICERCA ERICSSON DI PISA – E’ stato proprio questo il tema affrontato oggi da Enrico Rossi, nel corso della sua visita al centro di ricerca Ericsson di Pisa. Quello di Pisa è uno dei quattro centri di ricerca (Milano, Genova e Pagani in provincia di Salerno gli altri) che la multinazionale svedese delle comunicazioni ha in Italia: anche in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna e il Centro Nazionale Italiano per le Telecomunicazioni (CNIT) oltre che con il CNR di Pisa, il centro toscano è specializzato nelle reti ottiche e nelle tecnologie fotoniche.

“Stamani – racconta Rossi – ho toccato con mano cose magnifiche. Questo è un laboratorio di eccellenza mondiale e sono orgoglioso che sia in Toscana. Un laboratorio che ha tanti meriti, tra cui quello di far lavorare insieme le università, la scuola S. Anna, centri di ricerca e una rete di piccole imprese del settore”.

A Pisa si fa alta ricerca sulle reti ottiche e la fotonica per migliorare la rete distributiva in modo da supportare l’esplosione dei volumi di traffico, 1000 volte più grandi di quelli di oggi. Si lavora per sviluppare entro il 2020 il 5G, la quinta generazione radiomobile in grado di trasportare enormi volumi di dati a basso costo, con ridotti consumi di energia, e con micro apparati. Una ricerca per connettere non solo la comunicazione tra persone ma tra oggetti, cose, robot, smarth. Tutto per migliorare la vita della gente e per rendere le imprese più competitive. Il Laboratorio Ericsson investe in Toscana 8 milioni all’anno, ha 60 dipendenti fra progettisti e ricercatori, 92% dei quali laureati. Produce ogni anno 30 brevetti.

“ Ho saputo – prosegue Rossi – che è grazie all’aiuto della Regione ( un contributo di oltre 7 milioni) che sono riusciti a costruire un centro di eccellenza come questo. Un riconoscimento che mi ha fatto piacere. E che conferma l’attrattività della Toscana. Sono certo che lo sviluppo del 5G avrà ricadute importanti in Toscana per l’economia digitale, tecnologie per l’ambiente, la sanità, la pharma & devices valley. È la strada verso il futuro. In Toscana abbiamo un atteggiamento amichevole verso le multinazionali interessate ad investire, a creare lavoro e ricchezza, come la General Electric, la Eli Lilly, l’Ikea e le altre 500 aziende presenti. Con l’ultimo bando sulla ricerca sono arrivati 500 progetti da 952 imprese per 159 milioni di contributi, che attiveranno 450 milioni di investimenti. In Toscana facciano sul serio. Utilizziamo bene i fondi europei. Abbiamo impegnato il 100% delle risorse, già pagato l’85% e finanziato 62 mila progetti. Infine apriremo un laboratorio di idee per applicazioni concrete delle tecnologie Ict (5G) alle imprese dei nostri distretti per fare un ulteriore salto di qualità e diventare così ancora più competitive sul mercato globale”.

di Susanna Cressati

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