3316983061: PRONTO? VOGLIO ACCOGLIERE

3316983061: PRONTO? VOGLIO ACCOGLIERE

Firenze, 7 settembre 2015 – Basta comporre il seguente numero: 3316983061. Il modello d’accoglienza dei profughi in Toscana si arricchisce di un nuovo capitolo: una linea telefonica dedicata per raccogliere le disponibilità dei cittadini e delle famiglie che intendono accogliere nelle loro abitazioni i rifugiati. La decisione di attivarlo è del presidente della regione Enrico Rossi, riprendendo sia l’appello lanciato ieri da Papa Francesco (“Ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi”), sia facendo seguito ai contatti e alle disponibilità che già erano pervenute in questi giorni: una ventina le persone che avevano contattato il presidente Rossi per offrire la loro disponibilità. Altre se ne sono aggiunte questa mattina.

“Abbiamo voluto offrire un servizio alle 20 famiglie che si sono già dichiarate disponibili ad ospitare un rifugiato e ci auguriamo che anche altri toscani seguano il loro esempio rispondendo positivamente all’obbligo morale di accogliere chi ne ha bisogno”. Enrico Rossi, spiega il nuovo servizio istituito dalla presidenza della Regione e destinato a raccogliere le disponibilità di chi ha un appartamento vuoto dove ospitare un piccolo gruppo di migranti o un posto all’interno del proprio domicilio, in linea con quel “modello Toscana” che prevede piccoli gruppi e che “si è rivelato più efficiente di quanto non si pensi”.

Al telefono – il cui numero è 3316983061 – risponderà personale della presidenza regionale. Gli interessati potranno chiedere informazioni e lasciare il loro recapito. Nella riunione di giunta in programma per domani, si definiranno meglio le procedure per questa accoglienza diffusa, in accordo con prefetture e associazioni di volontariato.

“Chiamate il 3316983061  –  è l’appello di Rossi – e vi garantiremo il massimo della riservatezza. Nei prossimi giorni faremo un accordo con le prefetture per definire le modalità con le quali i privati potranno offrire accoglienza, con quali procedure dovranno farlo, non escludendo la possibilità di ottenere in cambio un rimborso”.

Rossi ricorda che finora sono ospitati in Toscana 5.700 migranti, “una misura tranquillamente assorbibile senza alcuna paura e nel rispetto delle regole” che a suo giudizio devono prevedere che “lavorino su base volontaria, contraccambiando così l’accoglienza che la Toscana offre loro”. A questo proposito ha detto di aver preso contatto anche con i Consorzi di bonifica per un possibile impegno dei rifugiati nei lavori di ripulitura di fossi e canali.

Il presidente ribadisce che chiederà presto un incontro al cardinale Betori per parlare dell’impulso che Papa Francesco ha dato alla questione dell’accoglienza, imprimendole una svolta positiva che parte dal principio che non è possibile derogare dai doveri di accoglienza e soccorso di chi fugge dalla guerra, dalla dittatura o dalle persecuzioni religiose.

“La foto di Aylan morto sulla spiaggia turca – conclude Enrico Rossi – ci ha messi tutti di fronte alla nostra coscienza”.

Spiega Rossi: “In Islanda, paese di poco più di 320 mila abitanti, un movimento di cittadini nato su Facebook, ha già messo insieme 16 mila famiglie disposte a ospitare, a fronte di una quota di appena 50 rifugiati assegnata al paese. In Germania e in Austria, una piattaforma digitale incrocia le disponibilità dei residenti con le necessità di chi cerca accoglienza. Forse anche noi in Toscana possiamo guardare ad alcune di queste esperienze che stanno maturando in un continente dove i fili spinati e il clima da crociata stanno finalmente lasciando campo alle ragioni del buon senso, della concretezza e della umanità”.

“E’ evidente – conclude il presidente toscano – che questo moto di solidarietà sta cambiando profondamente il quadro del problema. Grazie alle parole del Pontefice, alle scelte della Merkel, al lavoro di tanti amministratori e volontari stiamo riuscendo a non cedere ai ricatti e alle peggiori strumentalizzazioni. Ora, semmai, è il momento di discutere di integrazione e soprattutto di evitare che i rifugiati in attesa del riconoscimento siano obbligati a una totale inoperosità, che non restituisce niente alle comunità che li accolgono e che svilisce la loro dignità”.

Rilancia Rossi su Facebook: 3316983061 è il numero da chiamare (dalle 9 alle 18) per chi è disponibile ad accogliere i rifugiati nelle proprie case. Ieri Papa Francesco ha lanciato un appello perché ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi. Noi ci rivolgiamo ai cittadini. Questo moto di solidarietà sta cambiando il cuore d’Europa e noi ne siamo parte. ‪#‎RefugeesWelcome‬

Fonte: Toscana Notizie

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